Il tramonto dell’onestade

  • Autore: Paolo Cherchi
  • Titolo: Il tramonto dell’onestade
  • Data di pubblicazione: 2016
  • Soggetto: Saggi
  • Periodo: 300, 400, 500
  • Diritti: Quest'opera è distribuita con licenza Creative Commons.
    Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia

“Onestade” designa in italiano antico un criterio etico ed estetico che stabilisce il giusto equilibrio tra il bello e l’utile. La nozione risale a Cicerone, che con honestum traduceva il to kalón greco e lo intendeva come l’insieme delle virtù cardinali e come il fine della vita morale, il “bello in sé”. Esso può congiungersi all’utile a patto che questo non si riduca a puro egoismo. L’equilibrio dell’onesto/utile fu un criterio-base della ‘cortesia’ medievale, e fu ereditato dalla cultura umanistica che lo ricondusse al senso ciceroniano di una combinazione delle virtù morali con il bene comune. Tale metro morale informò la cultura per vari secoli fino al Settecento; ma già nel Cinquecento si manifestano i primi segni di crisi che porteranno alla netta separazione del bello morale dall’utile. Il libro ripercorre le tappe e i protagonisti di questa lunga trasformazione, passando in rassegna i principali autori dell’Umanesimo europeo e gli scritti di Machiavelli, fino ai grandi sistemi filosofici di Cartesio e di Spinoza e alle riflessioni della stagione illuministica. Da questa lenta rivoluzione trae origine il personaggio del “romanzo moderno” che sostituisce l’eroe “cavalleresco”, sempre teso verso un traguardo della perfezione morale rappresentato dalla onestade.